09 Gennaio 2010
Abbiamo trascorso una giornata al seguito della formazione vicentina Sandrigosport, che sta completando i preparativi per la prossima stagione ciclistica.E’ risaputo che il periodo invernale è utilizzato dagli atleti per “staccare la spina” con l’obiettivo del recupero e della rigenerazione a livello psicofisico, utile per affrontare la prossima stagione ciclistica.
Interpellati i Direttori Sportivi del Sandrigosport: Ilario Contessa e Gianni Zanin, di buon mattino ci siamo recati in auto fino ad Arsiero per seguire i preparativi del Team; la giornata prevedeva la scalata a piedi del Monte Caviojo quota mt.1111.
Alle ore 9,00 tutta la comitiva iniziava la salita del monte con presenti tutti gli atleti che compongono la formazione Juniores 2010 che dovrà difendere i colori vicentini a livello nazionale.
La respirazione si accorcia, i battiti cardiaci fulmineamente salgono, le gambe iniziano a stridere, dopo alcune centinaia di metri di salita, la comitiva si zittisce. Più si sale e più si apre il sipario sotto i nostri piedi: la valle dell’Astico da una parte e la Val Leogra dall’altra, e giù a sud la pianura Padana.
Purtroppo le divise giallo-rosse degli atleti osservate alla partenza non si scorgono più, a causa dell’alto ritmo da loro imposto e non ci resta quindi che salire con il nostro passo conveniente per mantenere un ritmo costante.
La grande guerra combattuta tra il 1916/18 su tutta la zona, lascia ancora tracce evidenti sull’area circostante, e più si sale e più le cicatrici sul terreno si fanno profonde: caverne, ricoveri, trincee, sentieri, mulattiere, tutt’intorno sono un susseguirsi di ricordi e sofferenze che i soldati italiani hanno dovuto sopportare in onore della Patria.
L’ultima parte della scalata viene affrontata con la corda fissa e i pioli, e ci regala un panorama straordinario con a nord il Monte Cimone, ad est il Monte Cengio, a sud la pianura Padana con il Monte Summano e Novegno e ad ovest il Monte Pasubio.
Dopo la pausa, la discesa permette il recupero con dei momenti utili per affrontare alcune considerazioni con gli allenatori del Team che concordano sul fatto che le attività alternative alla bicicletta praticate durante il periodo invernale, oltre alla ripresa psicofisica degli atleti, favoriscono soprattutto l’aggregazione tra i compagni, indispensabile durante le gare. Infatti, nonostante il ciclismo sia uno sport individuale, il gioco di squadra è spesso determinante in particolari fasi della corsa.
E’ risaputo che un ambiente rilassante (montagna, collina ecc.) è sicuramente il modo migliore per ritrovare la forma abbinando il recupero con attività sportive più affini al ciclismo come il trekking in montagna, lo sci di fondo, il pattinaggio. Le attività meno affini come nuoto, calcio, canottaggio, corsa ecc. andrebbero praticate esclusivamente nel periodo di riposo e nelle prime fasi del ciclo preparatorio invernale.
Massimo Cerato (clicca sulla foto per ingrandirla)






































